Paolo Nespoli

Missione VITA. Ritorno sulla Terra.
PAOLO NESPOLIAstronauta dell'Agenzia Spaziale Europa

Domenica 29 Luglio ore 10:30

PAOLO NESPOLI

È l’astronauta italiano che ha trascorso più tempo nello spazio.

Nato il 6 aprile 1957 a Verano Brianza (Milano) è entrato nell’Esercito Italiano nel 1977. Incursore del 9° Battaglione d’Assalto “Colonnello Moschin” di Livorno , dal 1982 al 1984 è inviato a Beirut, in Libano, con il Contingente Italiano della Forza Multinazionale di Pace. Nel 1987 lascia l’esercito, riprende gli studi e universitari e lavora come Ingegnere progettista alla Proel Tecnologie di Firenze, in supporto alla missione Tethered dell’Agenzia Spaziale Italiana. Nel 1991 è assunto all’ESA. Nel luglio 1998, è selezionato come astronauta dall’Agenzia Spaziale Italiana e quindi aggregato al Corpo Astronautico Europeo dell’ESA. Dal 23 ottobre al 7 novembre 2007 ha volato come specialista di missione a bordo dello Space Shuttle Discovery con il volo STS-120 per la Stazione Spaziale Internazionale. Nel novembre 2008, Paolo Nespoli è stato assegnato al suo secondo volo nello spazio. La Spedizione 26/27, una missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale, è stata lanciata il 15 dicembre 2010. In qualità di ingegnere di volo, i suoi compiti durante la missione MagISStra comprendevano la conduzione di esperimenti scientifici e dimostrazioni tecnologiche, nonché l’esecuzione di attività educative. Dopo aver passato 159 giorni nello spazio, è rientrato a Terra il 24 maggio 2011. Partito il 28 luglio a bordo della Soyuz MS-05 per la sua terza missione, Nespoli ha portato a termine oltre 60 esperimenti durante la missione Vita, acronimo di Vitalità, Innovazione, Tecnologia ed Abilità. È atterrato il 14 dicembre 2017 dopo 139 giorni nello spazio. Con 313 giorni nello spazio totali attraverso le tre missioni, Paolo è il secondo astronauta ESA con più esperienza.

Villa Borzino

Auditorium.

Il lungo viaggio della missione Cassini-Huygens è incominciato vent’anni fa, alle 4.43 di una calda notte dell’ottobre 1997. Ma la storia di quella che è la più grande e ambiziosa missione finora mai realizzata per l’esplorazione di un pianeta è incominciata molto prima, a valle del successo così come dei molti interrogativi aperti lasciati dai fly-by delle missioni Voyager. La missione, dedicata all’Astronomo italiano Gian Domenico Cassini e all’astronomo olandese Christian Huygens, è il frutto di una partnership stipulata nel 1989 fra NASA, ESA e ASI. Nell’ambito del progetto, che si è concretizzato nel lancio dell’orbiter Cassini della NASA e del lander Huygens dell’ESA, l’Italia ha assunto la responsabilità della realizzazione di uno degli elementi più critici: l’antenna ad alto guadagno (di 4 metri di diametro, nemmeno immaginabile prima). Oggi, a oltre dodici anni dalla sua entrata nell’orbita di Saturno e dalla discesa di Huygens nell’atmosfera di Titano, Cassini ha eseguito la sua ultima manovra, lasciandoci in eredità dati scientifici di ineguagliabile valore