Caccia agli oggetti più antichi dell’universo. La straordinaria missione Rosetta e Filae alla cometa Chury

MARCO MOLINA

Sabato 29 Luglio ore 16:00

Villa Borzino

Auditorium.

La missione Rosetta è entrata nella storia dell’esplorazione spaziale e ha conquistato la fantasia di milioni di persone.

Dal 2004 al 2016 la sonda dell’ESA ha navigato nel Sistema Solare guidata da sensori italiani e alimentata da pannelli solari progettati e costruiti nel nostro Paese.

Alla fine del viaggio, lo studio della cometa 67P “Chury” è stato reso possibile anche grazie al contributo scientifico-tecnologico dell’Italia. Ricercatori, Università e Industria, guidati dall’Agenzia Spaziale Italiana, hanno arricchito la dotazione di bordo con strumenti unici a oggi.

La conferenza presenta le caratteristiche e l’evoluzione di questi strumenti, e rievoca lo sbarco sulla cometa con il robottino Philae e il primo tentativo di prelevare un campione di cometa con una trivella “made in Italy”. Racconta cioè la storia di un’eccellenza industriale riconosciuta nel mondo, che sta proseguendo con la realizzazione di strumenti, a loro volta unici, per l’esplorazione di Marte.

MARCO MOLINALEONARDO
MARCO MOLINA

È nato nell’anno dello sbarco sulla Luna. Sposato, padre di due figli.

Laureato cum laude in Ingegneria Aeronautica (1994) al Politecnico di Milano con una tesi su orbite nel sistema Terra-Luna. Dottore di ricerca in Ingegneria Aerospaziale (2007) presso lo stesso ateneo con una ricerca su tecniche MonteCarlo applicate al controllo termico di veicoli spaziali.

Dal 1996 lavora nell’industria aerospaziale nazionale.

È attualmente presso Leonardo come CTO (Chief Technical Officer) della Linea di Business Spazio nella Divisione Sistemi Avionici e Spaziali.

Ha collaborato a più di dieci missioni gia’ lanciate in orbita: satelliti, esperimenti di microgravità ed esperimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, tra cui il più grande esperimento orbitale di fisica fondamentale: AMS-02, lanciato nel 2011 ed attualmente operativo.

Si sta occupando del più sensibile strumento iperspettrale mai progettato per un satellite (PRISMA), di spazializzazione di componenti elettronici GaAs/GaN e dell’uso di RADAR di Terra per il tracciamento di detriti spaziali.

È membro dell’Assemblea del Grafene nell’omonimo programma Flagship della Commissione Europea.

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